Scienza e ricerca subacquea con i ROV: il monitoraggio della cozza quagga e delle specie invasive nei laghi svizzeri
I laghi svizzeri sono da anni oggetto di studio da parte di istituti come Eawag (Istituto federale di ricerca sulle acque) e delle università, che monitorano temperatura, qualità dell'acqua, vegetazione sommersa e fauna acquatica. Negli ultimi anni, a questi filoni di ricerca consolidati si è aggiunto un tema di crescente attualità: la diffusione della cozza quagga e di altre specie invasive, che sta cambiando gli equilibri ecologici di diversi bacini del Paese.
La cozza quagga: un problema in espansione
La cozza quagga (Dreissena rostriformis bugensis), un mollusco bivalve originario della regione del Mar Nero, è stata rilevata per la prima volta in Svizzera nel 2014 nel Reno, vicino a Basilea. Da allora si è diffusa nel Lago di Ginevra, nel Lago di Costanza, nel Lago di Neuchâtel, nel Lago di Bienne, nel Lago di Hongrin e nel Lago di Murten. Nei laghi prealpini la specie trova condizioni favorevoli e pochi predatori naturali, il che le permette di riprodursi e diffondersi rapidamente.
Gli impatti sono documentati su più fronti: le cozze filtrano grandi quantità di fitoplancton, riducendo la base della catena alimentare e alterando gli equilibri dell'ecosistema lacustre; colonizzano in massa le superfici sommerse, comprese le griglie delle prese d'acqua e l'interno delle condutture di impianti idrici e di raffreddamento, causando ostruzioni e danni che si contano in milioni di franchi. Secondo le previsioni di Eawag, nei prossimi 22 anni la biomassa di cozza quagga per metro quadrato nel Lago di Costanza, nel Lago di Ginevra e nel Lago di Bienne potrebbe aumentare di un fattore compreso tra 9 e 20.
I limiti del monitoraggio tradizionale
Fino ad oggi, il controllo della colonizzazione delle infrastrutture sommerse — ad esempio le griglie di presa d'acqua — è stato affidato principalmente a sommozzatori, che si immergono periodicamente per ispezionare e pulire manualmente i cestelli di aspirazione. È un metodo efficace ma oneroso: richiede l'organizzazione di un'immersione, limita la frequenza dei controlli e copre solo l'area direttamente raggiunta dall'operatore, rendendo difficile costruire un quadro continuo e comparabile della diffusione della specie nel tempo.
Il ROV come strumento di ricerca scientifica
Un ROV professionale permette di documentare in modo sistematico e ripetibile la colonizzazione delle superfici sommerse, senza la necessità di un'immersione ogni volta. La telecamera 4K con stabilizzazione elettronica dell'immagine, abbinata a un'illuminazione LED fino a 4000 lumen, consente di riprendere in dettaglio la densità delle cozze su griglie, condotte, pareti di dighe, pontili e altri substrati sommersi, anche in condizioni di scarsa visibilità o a profondità che renderebbero un'ispezione visiva diretta più complessa. Il movimento omnidirezionale a 360°, garantito dal layout a 8 propulsori vettoriali di modelli come il CHASING M2 PRO, permette di seguire con precisione un percorso di rilevamento costante, così da ripetere lo stesso monitoraggio nello stesso punto a distanza di settimane o mesi e ottenere immagini realmente confrontabili nel tempo — un requisito fondamentale per gli studi scientifici sulla progressione della specie.
Poiché l'operazione richiede un solo operatore e nessuna immersione, i rilievi possono essere effettuati con maggiore frequenza e a costi contenuti, permettendo agli istituti di ricerca di ampliare il numero di siti monitorati e la cadenza delle osservazioni.
Applicazioni concrete nei laghi svizzeri
Monitoraggio della colonizzazione da cozza quagga — documentazione periodica della densità delle cozze su griglie di presa d'acqua, condotte, pareti di dighe e altre infrastrutture sommerse, per pianificare interventi di pulizia mirati prima che si verifichino ostruzioni.
Individuazione precoce in nuovi bacini — ispezione di laghi non ancora colonizzati per rilevare tempestivamente i primi individui, un fattore chiave per contenere la diffusione della specie verso nuovi bacini.
Supporto alla ricerca scientifica — raccolta di documentazione video georeferenziata a supporto degli studi di istituti come Eawag e delle università sulla biomassa, la distribuzione e l'evoluzione delle popolazioni di specie invasive.
Monitoraggio più ampio degli ecosistemi lacustri — osservazione di vegetazione sommersa, fauna ittica e altre specie invasive acquatiche, oltre a rilievi generali sullo stato di salute dei laghi alpini e prealpini.
Un alleato per la ricerca e la gestione delle acque svizzere
Per istituti di ricerca, gestori di impianti idrici e enti cantonali per l'ambiente, un ROV professionale rappresenta uno strumento concreto per affrontare un tema di crescente attualità: monitorare la diffusione della cozza quagga e delle altre specie invasive richiede osservazioni frequenti, sistematiche e a basso impatto, esattamente ciò che un'ispezione subacquea filoguidata può offrire rispetto ai metodi tradizionali basati sui soli sommozzatori.
Ispezione navale con i ROV: il controllo dello scafo senza fermare la navigazione
Sui laghi svizzeri, dalle grandi flotte di battelli passeggeri alle imbarcazioni private e agli yacht ormeggiati nei porti turistici, il controllo periodico dello scafo è un'operazione tanto necessaria quanto onerosa. Verificare lo stato della carena, individuare corrosione, incrostazioni o danni alle eliche richiede tradizionalmente di tirare in secco l'imbarcazione o di affidarsi a un sommozzatore — due soluzioni che comportano costi, tempi di fermo e, nel caso dei sub, anche rischi operativi non trascurabili.
I limiti dei metodi tradizionali
Un'ispezione con sommozzatore dipende dalla disponibilità dell'operatore, dai suoi limiti di tempo e profondità e dalla visibilità dell'acqua, spesso ridotta nelle zone di ormeggio o vicino alle banchine. Proprio per questi vincoli, le ispezioni vengono effettuate con minore frequenza di quanto sarebbe opportuno, lasciando che piccoli problemi — una lieve corrosione, un'incrostazione, un danno all'elica — si aggravino prima di essere scoperti. L'alaggio in bacino di carenaggio, dal canto suo, risolve il problema della visibilità ma toglie l'imbarcazione dal servizio per giorni, con un impatto diretto sui ricavi delle compagnie di navigazione e sulla disponibilità delle imbarcazioni private.
Il ROV come strumento di ispezione
Un ROV professionale permette di ispezionare lo scafo restando in acqua, senza alaggio e senza immersione umana. Il movimento omnidirezionale a 360°, garantito dal layout a 8 propulsori vettoriali di modelli come il CHASING M2 S o M2 PRO, consente di seguire da vicino le superfici curve della carena, avvicinarsi a eliche, timoni e prese a mare, e muoversi agevolmente anche negli spazi ristretti tra scafo e banchina. La telecamera 4K a 12 megapixel con stabilizzazione elettronica dell'immagine (EIS), abbinata a un'illuminazione LED fino a 4000 lumen, restituisce immagini nitide anche in acque torbide, mentre accessori dedicati come il laser scaler permettono di misurare con precisione l'estensione di una corrosione o di un danno, e il sonar a distanza costante (distance lock sonar) mantiene il ROV a una distanza fissa dallo scafo per riprese uniformi lungo tutta l'ispezione. Per le compagnie che necessitano di un monitoraggio continuativo, il modello M2 PRO MAX offre inoltre una docking station integrata, pensata per il controllo permanente di scafi o strutture portuali.
L'intera operazione richiede un solo operatore, si esegue in pochi minuti anziché in ore, e non richiede brevetti subacquei né l'organizzazione di un'immersione con relative misure di sicurezza.
Applicazioni sui laghi svizzeri
Compagnie di navigazione lacustre — controlli periodici di scafo, eliche e prese a mare sulle flotte di battelli passeggeri, in linea con gli obblighi di sicurezza della navigazione richiesti dalle autorità competenti, senza dover ritirare l'imbarcazione dal servizio.
Cantieri navali e marina — verifica rapida di yacht e imbarcazioni private in rimessaggio o ormeggiate, per pianificare interventi di manutenzione mirati invece di ispezioni generiche.
Individuazione di incrostazioni (biofouling) — la crescita di alghe e organismi sullo scafo aumenta la resistenza all'avanzamento e i consumi di carburante: un'ispezione regolare con ROV permette di intervenire prima che il problema comprometta l'efficienza dell'imbarcazione.
Documentazione per assicurazioni e autorità — le riprese video ad alta definizione costituiscono una prova oggettiva dello stato dello scafo, utile in caso di controlli, contenziosi o pratiche assicurative.
Un controllo più frequente, più sicuro, più conveniente
Sostituire — o affiancare — le ispezioni subacquee tradizionali con un ROV significa poter controllare lo scafo con maggiore regolarità, senza fermare l'attività dell'imbarcazione e senza esporre personale a immersioni non strettamente necessarie. Per compagnie di navigazione, cantieri e proprietari privati sui laghi svizzeri, è un modo concreto per individuare i problemi prima che diventino costosi.
Ricerca e soccorso subacqueo con i ROV: uno strumento già operativo nella polizia lacustre e nelle società di salvataggio svizzere
Nei laghi e nei fiumi svizzeri, ogni intervento di ricerca subacquea — che si tratti di una persona dispersa, di un annegamento o del recupero di un veicolo o di un oggetto caduto in acqua — mette alla prova squadre di soccorso e sommozzatori in condizioni spesso proibitive: acque fredde, torbide, profonde e con correnti generate dagli scarichi degli impianti idroelettrici o dal moto ondoso. Ogni minuto conta, e ogni immersione comporta un rischio reale per chi la esegue.
I limiti della ricerca subacquea tradizionale
Le operazioni di ricerca affidate esclusivamente ai sommozzatori richiedono tempi di preparazione lunghi, un numero elevato di operatori per garantire la sicurezza reciproca e una visibilità che nei laghi alpini, specie in profondità o dopo un temporale, può ridursi a pochi centimetri. In queste condizioni, la ricerca "a mani nude" diventa lenta, faticosa e rischiosa, e l'area effettivamente coperta in un'immersione resta limitata.
Il ROV come strumento operativo di ricerca
Un ROV professionale come il CHASING M2 PRO integra esattamente le caratteristiche richieste da un intervento di ricerca e soccorso. Il layout a 8 propulsori vettoriali garantisce un movimento omnidirezionale completo, permettendo di setacciare metodicamente un'area anche in presenza di corrente, senza dover riportare in superficie il mezzo per riposizionarlo. L'illuminazione LED da 4000 lumen, abbinata alla telecamera 4K con stabilizzazione elettronica dell'immagine, consente di mantenere una visione utilizzabile anche in acque torbide o al buio, condizioni tipiche delle ricerche notturne o in profondità. Il raggio operativo fino a 150 metri di profondità e un tether fino a 200 metri estendono la copertura ben oltre i limiti sicuri di un'immersione con autorespiratore, mentre la resistenza a temperature fino a -10°C rende il dispositivo pienamente operativo anche nelle acque gelide dei laghi alpini in inverno.
Un vantaggio determinante rispetto all'immersione tradizionale è la trasmissione video in tempo reale: il responsabile delle operazioni segue la ricerca direttamente da riva o da imbarcazione, valuta l'area già coperta, coordina i sommozzatori in acqua e decide in tempo reale dove concentrare gli sforzi, riducendo il numero di immersioni necessarie e quindi l'esposizione al rischio del personale.
Già in uso presso polizia lacustre e società di salvataggio
I ROV per la ricerca e il soccorso non sono una tecnologia sperimentale: sono già impiegati attivamente da corpi di polizia lacustre e da società di salvataggio in diversi Paesi, ed è proprio questo l'ambito applicativo per cui produttori come Chasing sviluppano modelli dedicati. In Svizzera, dove la gestione della sicurezza sui laghi e la ricerca di persone disperse in acqua rientrano tra le competenze della polizia lacustre e delle organizzazioni di salvataggio, questi strumenti si integrano naturalmente nell'equipaggiamento delle squadre nautiche, affiancando i sommozzatori invece di sostituirli: il ROV esplora, localizza e documenta, mentre l'intervento finale resta affidato agli operatori subacquei quando necessario.
Applicazioni concrete sui laghi e fiumi svizzeri
Ricerca di persone disperse — copertura sistematica di ampie porzioni di lago o di fiume, anche in condizioni di scarsa visibilità o corrente sostenuta.
Supporto ai sommozzatori — un secondo "occhio" in acqua che segue e assiste l'operatore subacqueo, trasmettendo immagini alla squadra di superficie.
Localizzazione di veicoli e oggetti sommersi — individuazione rapida di imbarcazioni affondate, relitti o oggetti caduti in acqua, anche a profondità elevate.
Interventi in laghi alpini — operatività in acque fredde e profonde come quelle dei laghi di Lucerna, Thun, Ginevra o Maggiore, dove l'immersione umana comporta rischi maggiori.
Un investimento nella sicurezza degli operatori
Per la polizia lacustre e le società di salvataggio, dotarsi di un ROV professionale significa ridurre l'esposizione al rischio dei propri operatori, accelerare i tempi di ricerca e disporre di una documentazione video degli interventi, elementi che possono fare la differenza tra un intervento tempestivo e uno tardivo.
Ispezione delle infrastrutture idriche con i ROV: la soluzione per i laghi alpini e naturali svizzeri
La Svizzera conta centinaia di dighe, prese d'acqua, condotte forzate e impianti idroelettrici distribuiti tra le Alpi e i grandi laghi naturali del Paese. Mantenere queste infrastrutture sicure ed efficienti richiede controlli periodici delle parti sommerse — un'operazione che, con i metodi tradizionali, comporta costi elevati, tempi lunghi e rischi non trascurabili per il personale.
I limiti dei metodi tradizionali
L'ispezione subacquea di una diga, di una presa d'acqua o dello scafo di un battello viene ancora spesso affidata a sommozzatori professionisti o, nei casi più critici, allo svuotamento parziale del bacino. Nei laghi alpini questo significa operare in acque fredde, torbide e profonde, spesso con visibilità ridotta e correnti generate dagli scarichi degli impianti idroelettrici. Sono condizioni che allungano i tempi di intervento, aumentano i costi assicurativi e di sicurezza e, in molti casi, costringono a fermare temporaneamente l'attività dell'impianto.
Il ROV come strumento di controllo
I ROV (Remotely Operated Vehicles) di livello professionale offrono un'alternativa più rapida, sicura ed economica. Un veicolo come il CHASING M2 PRO, ad esempio, dispone di un layout a 8 propulsori vettoriali che garantisce un movimento omnidirezionale completo — avanzamento laterale, rotazione a 360° e inclinazione fino a ±90° — permettendo all'operatore di avvicinarsi a giunti, fessure e superfici irregolari senza dover riposizionare continuamente il mezzo, come accade invece con i sommozzatori.
La telecamera integrata 4K a 12 megapixel con sensore Sony CMOS e stabilizzazione elettronica dell'immagine (EIS), abbinata a un'illuminazione LED da 4000 lumen, consente di documentare in alta definizione anche i dettagli più fini di una crepa nel calcestruzzo o di una saldatura corrosa, in condizioni di scarsa visibilità tipiche delle acque alpine. Il raggio d'azione fino a 150 metri di profondità e un tether che può arrivare a 200 metri coprono la quasi totalità delle esigenze operative sui bacini idroelettrici svizzeri, mentre il sistema di alimentazione ibrido — batteria da 300 Wh sostituibile a caldo oppure alimentazione da riva per un'autonomia illimitata — permette ispezioni prolungate senza dover richiamare continuamente il mezzo in superficie.
Applicazioni concrete sui laghi svizzeri
Nel contesto alpino e lacustre svizzero, questi strumenti trovano impiego in diversi ambiti:
Dighe e impianti idroelettrici — controllo dello stato del paramento, ricerca di fessurazioni, verifica delle griglie delle prese d'acqua e delle gallerie di derivazione, senza necessità di svuotare il bacino o interrompere la produzione.
Condotte forzate e opere di adduzione — ispezione visiva di tratti sommersi difficilmente raggiungibili, per individuare corrosione, depositi o danni strutturali prima che diventino critici.
Pile di ponti e opere sommerse — verifica periodica delle fondazioni immerse di ponti e passerelle sui fiumi e sui canali alpini.
Porti turistici e imbarcaderi lacustri — controllo di pontili, ormeggi e scafi di battelli sui laghi di Lugano, Zurigo, Ginevra, Lucerna e Thun, dove la stagione turistica richiede interventi rapidi e non invasivi.
Perché convincono gestori e ingegneri
Rispetto a un'immersione tradizionale, un'ispezione con ROV riduce drasticamente i rischi per il personale, evitando immersioni in acque fredde e profonde con visibilità limitata. I tempi di intervento si accorciano, poiché non sono necessarie le procedure di sicurezza e decompressione richieste per i sommozzatori, e la documentazione video ad alta definizione ottenuta può essere archiviata, confrontata nel tempo e condivisa con enti di controllo o assicurazioni, offrendo una tracciabilità che l'ispezione umana difficilmente garantisce con la stessa continuità.
Per gestori di impianti idroelettrici, comuni, aziende di ingegneria idraulica e istituti di ricerca attivi sui laghi alpini, un ROV professionale rappresenta quindi non solo uno strumento di controllo, ma un vero e proprio investimento nella sicurezza e nella pianificazione della manutenzione delle infrastrutture idriche svizzere.