Via Beltramina 23 6900 Lugano +41 76 3036197 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Scienza e ricerca subacquea

Scienza e ricerca subacquea con i ROV: il monitoraggio della cozza quagga e delle specie invasive nei laghi svizzeri

I laghi svizzeri sono da anni oggetto di studio da parte di istituti come Eawag (Istituto federale di ricerca sulle acque) e delle università, che monitorano temperatura, qualità dell'acqua, vegetazione sommersa e fauna acquatica. Negli ultimi anni, a questi filoni di ricerca consolidati si è aggiunto un tema di crescente attualità: la diffusione della cozza quagga e di altre specie invasive, che sta cambiando gli equilibri ecologici di diversi bacini del Paese.

La cozza quagga: un problema in espansione

La cozza quagga (Dreissena rostriformis bugensis), un mollusco bivalve originario della regione del Mar Nero, è stata rilevata per la prima volta in Svizzera nel 2014 nel Reno, vicino a Basilea. Da allora si è diffusa nel Lago di Ginevra, nel Lago di Costanza, nel Lago di Neuchâtel, nel Lago di Bienne, nel Lago di Hongrin e nel Lago di Murten. Nei laghi prealpini la specie trova condizioni favorevoli e pochi predatori naturali, il che le permette di riprodursi e diffondersi rapidamente.

Gli impatti sono documentati su più fronti: le cozze filtrano grandi quantità di fitoplancton, riducendo la base della catena alimentare e alterando gli equilibri dell'ecosistema lacustre; colonizzano in massa le superfici sommerse, comprese le griglie delle prese d'acqua e l'interno delle condutture di impianti idrici e di raffreddamento, causando ostruzioni e danni che si contano in milioni di franchi. Secondo le previsioni di Eawag, nei prossimi 22 anni la biomassa di cozza quagga per metro quadrato nel Lago di Costanza, nel Lago di Ginevra e nel Lago di Bienne potrebbe aumentare di un fattore compreso tra 9 e 20.

I limiti del monitoraggio tradizionale

Fino ad oggi, il controllo della colonizzazione delle infrastrutture sommerse — ad esempio le griglie di presa d'acqua — è stato affidato principalmente a sommozzatori, che si immergono periodicamente per ispezionare e pulire manualmente i cestelli di aspirazione. È un metodo efficace ma oneroso: richiede l'organizzazione di un'immersione, limita la frequenza dei controlli e copre solo l'area direttamente raggiunta dall'operatore, rendendo difficile costruire un quadro continuo e comparabile della diffusione della specie nel tempo.

Il ROV come strumento di ricerca scientifica

Un ROV professionale permette di documentare in modo sistematico e ripetibile la colonizzazione delle superfici sommerse, senza la necessità di un'immersione ogni volta. La telecamera 4K con stabilizzazione elettronica dell'immagine, abbinata a un'illuminazione LED fino a 4000 lumen, consente di riprendere in dettaglio la densità delle cozze su griglie, condotte, pareti di dighe, pontili e altri substrati sommersi, anche in condizioni di scarsa visibilità o a profondità che renderebbero un'ispezione visiva diretta più complessa. Il movimento omnidirezionale a 360°, garantito dal layout a 8 propulsori vettoriali di modelli come il CHASING M2 PRO, permette di seguire con precisione un percorso di rilevamento costante, così da ripetere lo stesso monitoraggio nello stesso punto a distanza di settimane o mesi e ottenere immagini realmente confrontabili nel tempo — un requisito fondamentale per gli studi scientifici sulla progressione della specie.

Poiché l'operazione richiede un solo operatore e nessuna immersione, i rilievi possono essere effettuati con maggiore frequenza e a costi contenuti, permettendo agli istituti di ricerca di ampliare il numero di siti monitorati e la cadenza delle osservazioni.

Applicazioni concrete nei laghi svizzeri

Monitoraggio della colonizzazione da cozza quagga — documentazione periodica della densità delle cozze su griglie di presa d'acqua, condotte, pareti di dighe e altre infrastrutture sommerse, per pianificare interventi di pulizia mirati prima che si verifichino ostruzioni.

Individuazione precoce in nuovi bacini — ispezione di laghi non ancora colonizzati per rilevare tempestivamente i primi individui, un fattore chiave per contenere la diffusione della specie verso nuovi bacini.

Supporto alla ricerca scientifica — raccolta di documentazione video georeferenziata a supporto degli studi di istituti come Eawag e delle università sulla biomassa, la distribuzione e l'evoluzione delle popolazioni di specie invasive.

Monitoraggio più ampio degli ecosistemi lacustri — osservazione di vegetazione sommersa, fauna ittica e altre specie invasive acquatiche, oltre a rilievi generali sullo stato di salute dei laghi alpini e prealpini.

Un alleato per la ricerca e la gestione delle acque svizzere

Per istituti di ricerca, gestori di impianti idrici e enti cantonali per l'ambiente, un ROV professionale rappresenta uno strumento concreto per affrontare un tema di crescente attualità: monitorare la diffusione della cozza quagga e delle altre specie invasive richiede osservazioni frequenti, sistematiche e a basso impatto, esattamente ciò che un'ispezione subacquea filoguidata può offrire rispetto ai metodi tradizionali basati sui soli sommozzatori.